Mancava una voce come la sua. Calda, rauca
e infinitamente sensuale. E finalmente anche l’Italia l’ha cominciata ad amare.
Dall’indubbio talento vocale e pianistico, Diana Krall si fa conoscere con una
serie di rivisitazioni e interpretazioni di standards americani di jazz. Il suo
stile è malinconico. Non a caso, la maggior parte delle volte trasforma uno
swing più o meno moderato in una bossanova lenta o in una ballad, rendendolo
assolutamente personale.
Cresce
respirando la musica di Frank Sinatra, di Nat King Cole, di Tony Bennett, dei
quali interpreterà i maggiori successi. Sensazionale la versione di “I’ve Got
You Under My Skin” resa un’accattivante bossanova. Ma non disdegna autori del
calibro di Bacharach ed Hamilton. Infatti, si può tranquillamente confermare
che in Italia, Diana Krall, si fa conoscere principalmente con la versione di
“The Look Of Love”, anch’essa trasformata in una bossanova lentissima,
elegante, suadente. Per quanto rimane memorabile l’interpretazione di “Cry Me A
River”, facente parte dello stesso cd “The Look Of Love” del 2001.
La sua voce
è piena di pathos e il suo fraseggio è caratterizzato dalla capacità di
trasformare le note in pause, nell’anticiparle e posticiparle, nel sussurrare e
sospirare vocali, aumentando e diminuendo il volume dell’emissione. Tutto
questo dà un risultato unico e originale.
La sua voce,
la sua bellezza da modella e i cd iniziali nei quali Diana Krall propone
successi rielaborandoli in uno stile romantico e dolce, corrono il rischio di
offuscare la sua ottima preparazione pianistica che, fortunatamente, esplode in
tutto il suo splendore, nel cd “Live In Paris”. In questo concerto, infatti, ci
si trova davanti ad una pianista di una bravura sorprendente, non evidenziata
completamente nelle registrazioni precedenti. Si enuncia un’improvvisazione
matura, un linguaggio semplice ma essenziale, nessuna nota in più del dovuto,
nessuna esagerazione. Solo le note giuste al momento giusto.
Di questo cd
è memorabile la versione di “Fly Me To The Moon” ricca di swing e ironia e
quella di “Just The Way You Are”, dedica al grande autore di brani pop Billy
Joel, accompagnata dalla voce, immediatamente riconoscibile, del sax tenore di
Michael Brecker.
In una
intervista rilasciata ai suoi inizi, Diana Krall, rivela di voler
diventare come Nat King Cole: “ottimo cantante e ottimo pianista” e di riuscire
ad accompagnarsi con la sua stessa naturalezza. Vedendola in un concerto, anche
nella stessa registrazione del live a Parigi, si può dedurre che ha raggiunto
questo obiettivo in maniera eccellente. Quel suo modo di cantare, assumendo una
posizione fisica perpendicolare alla tastiera del pianoforte, rivolgendosi al
pubblico, muovendo quella sua chioma bionda con grande sensualità, per poi
riprendere la postura esatta, quella tipica delle prime lezioni di pianoforte,
è la dimostrazione di un raggiungimento di maturità vocale e pianistica.
Degno di
attenzione è anche il cd del 1997 “Love Scenes” nel quale Diana Krall si
esprime all’interno di un trio (Russell Malone alla chitarra e Christian Mc
Bride al contrabbasso). In questo modo, la voce e il piano si evidenziano più
facilmente, non coperti da altri strumenti. Assolutamente da ascoltare la
canzone “I Miss You So” carica di passione descrivendo le motivazioni per i
quali un uomo possa mancare ad una donna, e “Gentle Rain”, bossanova per chi
ama il genere, essendo ricca di fascino e degna della migliore tradizione
brasilera.
Anche
l’attore, regista, nonché appassionato intenditore di jazz Clint Eastwood,
regista del film “Bird” che racconta la vita di Charlie Parker, ha scritto una
canzone per lei: “Why Should I Care”, colonna sonora del film “Fino A Prova
Contraria”. Questo brano si può ascoltare nel cd “When I Look In Your Eyes” e
si segnala che, nella copertina, il titolo non è menzionato, ma è la 13°
traccia.
Il suo
ultimo cd la ritrae affianco del marito, grande autore di musica di qualità,
Elvis Costello. In questa registrazione Diana Krall si conferma una della più
belle voci del panorama jazzistico, lasciando soddisfatti tutti i suoi
fans. “The Girl In The Other Room” ha ottenuto un successo unico,
entrando nelle classifiche di vendita in pochissimo tempo. Si sottolinea la
calda versione di “Temptation”, anche se, in tutti i brani, il pianoforte
diventa un mezzo di comunicazione a tutti gli effetti.
Insomma,
un’artista da conoscere, da ascoltare in tutte le sue sfumature.
Nell’intervista
tenuta nell’occasione dell’ospitalità a San Remo, Diana Krall ha asserito, con
principio di causa, che non ci si lancia nel jazz per diventare una star e che
il suo successo è stato una bella opportunità, ma non una ricerca.
Inoltre, con
amarezza, dobbiamo prendere atto della frase nella quale rivela di non
conoscere jazzisti italiani. Forse perché l’Italia è piena di ottimi interpreti
del Jazz, musicisti con una grande tecnica, ma musicisti che, forse, dovrebbero
aggiungere un pizzico di sentimento, giusto quel pizzico che distingue
l’interprete dal jazzista vero.

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